Archivio mensile:marzo 2007

Maestro, parlaci dell’Amicizia.


Il vostro amico è il vostro bisogno saziato. 
E’ il campo che seminate con amore e mietete con riconoscenza. 
E’ la vostra mensa e il vostro focolare. 
Poiché, affamati, vi rifugiate in lui e lo ricercate per la vostra pace.

Quando l’amico vi confida il suo pensiero, non negategli la vostra approvazione, né abbiate paura di contraddirlo. 
E quando tace, il vostro cuore non smetta di ascoltare il suo cuore: 
Nell’amicizia ogni pensiero, ogni desiderio, ogni attesa nasce in silenzio e viene condiviso con inesprimibile gioia. 
Quando vi separate dall’amico non rattristatevi: 
La sua assenza può chiarirvi ciò che in lui più amate, come allo scalatore la montagna è più chiara della pianura. 
E non vi sia nell’amicizia altro scopo che l’approfondimento dello spirito. 
Poiché l’amore che non cerca in tutti i modi lo schiudersi del proprio mistero non è amore, ma una rete lanciata in avanti e che afferra solo ciò che è vano.

E il meglio di voi sia per l’amico vostro. 
Se lui dovrà conoscere il riflusso della vostra marea, fate che ne conosca anche la piena. 
Quale amico è il vostro, per cercarlo nelle ore di morte? 
Cercatelo sempre nelle ore di vita. 
Poiché lui può colmare ogni vostro bisogno, ma non il vostro vuoto. 
E condividete i piaceri sorridendo nella dolcezza dell’amicizia. 
Poiché nella rugiada delle piccole cose il cuore ritrova il suo mattino e si ristora.

 
Da "Il profeta", Kahlil Gibran
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