Lo stato d’animo dell’empatico

 
Secondo Wikipedia "l’empatia è la capacità di comprendere cosa un’altra persona sta provando. (…) Nell’uso comune, è l’attitudine ad essere completamente disponibile per un’altra persona, mettendo da parte le nostre preoccupazioni e i nostri pensieri personali, pronti ad offrire la nostra piena attenzione. Si tratta di offrire una relazione di qualità basata sull’ascolto non valutativo, dove ci concentriamo sulla comprensione dei sentimenti e bisogni fondamentali dell’altro."
 
Un’enciclopedia non può che dare una definizione sterile dell’argomento e chi come me è fortemente empatico sa bene che, si, tale definizione è veritiera ma non descrive se non in minima parte lo stato d’animo dell’empatico.
 
Non basta infatti sostenere che si comprende cosa prova l’altra persona, il vero empatico tende a vivere in maniera profonda lo stesso stato d’animo della persona che ha di fronte fino a vivere gli stessi sentimenti, a piangere o ridere per lui/lei anche nel momento in cui non è con noi. Ovviamente questa teoria deve essere di volta in volta contestualizzata. Se valesse questa regola generale ci troveremmo a cambiare umore ad ogni incontro con un’altra persona e quindi decine e decine di volte in un solo giorno!!!
 
 
Ecco perchè, per gioco e senza valenza alcuna, ho elaborato una formula che dovrebbe descrivere abbastanza bene lo stato d’animo dell’empatico.
 
SdE = (U * I)/10
 
Lo stato d’animo dell’empatico è dato dal prodotto tra l’umore dell’altra persona moltiplicato per l’importanza che si attribuisce a tale persona. Il tutto diviso per il massimo del valore attribuibile alla I (Importanza).
 
Mi spiego meglio, o almeno ci provo.
 
U = umore dell’altro che, ovviamente, non può assumere nessun valore numerico
 
I = è l’importanza che viene attribuita alla persona relativa all’umore U e può assumere un valore da 0 a 10, crescente al crescere dell’importanza del soggetto in questione.
 
10 è il massimo che il valore I può assumere
 
Ne consegue che per un valore di I pari a 10, SdE sarà uguale a U e cioè lo Stato d’animo dell’empatico sarà uguale all’umore della persona che abbiamo di fronte. Tenderemo quindi a vivere in maniera meno intensa i sentimenti, positivi o negativi, degli altri al diminuire dell’importanza che attribuiamo loro (e quindi al dimunuire di I) fino al disinteressarcene completamente (per I = 0).
 
Lo so, ripeto, è una formula che vale poco e niente ma esprime in maniera credo calzante il variare del mio stato d’animo al variare di quello delle persone che mi circondano.
Ultimamente mi può capitare di piangere per persone che soffrono e che mi sono molto vicine e cambiare radicalmente di umore col variare delle loro sensazioni. Centinaia di teorie esistono sull’argomeno e non sarò certo io a sconvolgere gli studi sulla materia. Questa è solo l’opinione di un povero empatico viscerale.
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Pubblicato il 3 luglio 2007 su Riflessioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 2 commenti.

  1. carissimo Enrico… innanzitutto grazie per aver spiegato la formula..erano giorni che nn aspettavo altro che la tua spiegazione! …Che dire..se non che  questa empatia ci ha un pò rotto!?!?!? mi sa che anche io come te sono ad un livello empatico abbastanza elevato e anche volendo non riesco a cambiarlo! impareremo a conviverci perchè nessuno ci cambierò mai… un bacio enri.. ciao CIAO.. ALE

  2. ma enrì hai mai pensato di andare a correre la sera???così giusto per distrarti invece di mangiarti il cervello con queste cose…

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