Vieni via con me – terza puntata

Ieri sera ho deciso di seguire con maggiore attenzione “Vieni via con me“, il programma di Fabio Fazio e Roberto Saviano. La scorsa settimana avevo già visto qualche spezzone di programma ed avevo avuto modo di discuterne (chi volesse approfondire può farlo qua)
Le mie impressioni sono state sostanzialmente confermate. L’opinione “televisiva” è che 35 minuti (dalle 21.18 alle 21.53) di monologo di Saviano siano francamente troppi, per quanto lui sia un bravo oratore finiscono per stancare. Certo, un argomento come quello dei rifiuti merita di essere approfondito, ma proprio per la sua rilevanza non deve essere banalizzato e ridotto a motivo di scontro (un’altro???) tra nord e sud. Talvolta pareva quasi che volesse dire che la colpa del proliferare delle Ecomafie fosse di ‘quelli’ del nord; solo proseguendo nella narrazione emerge che le sirene della camorra sono irresistibili tentatrici per chi deve smaltire certi tipi di rifiuti.

Torniamo alle impressioni: gli argomenti “furbetti” non sono mancati nemmeno stavolta, la sorella di Cucchi ne è stata protagonista, l’operaio immigrato di Brescia, in misura meno impattante, anche.

E poi c’è quello che mi è piaciuto, devo essere onesto: complessivamente una buona metà dei contenuti del programma.
In particolar modo ho apprezzato l’elenco letto da Corrado Guzzanti (spettacolare, dissacrante), quello di Emma Bonino sul corpo delle donne, quello di David Anzalone sui “privilegi” di cui godono gli handicappati, infine quello di don Giacomo Panizza, un prete del nord ma che per il sud ha fatto, fa e farà ancora tanto.

Voglio condividere questi quattro spezzoni con voi. Se vi va di ridere o magari di riflettere dategli un’occhiata.
E.




Annunci

Pubblicato il 23 novembre 2010 su Varie. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 1 Commento.

  1. Caro Enrico,
    sono contenta che la terza puntata sia piaciuta anche a te.
    Molte tematiche mi hanno colpito e lasciato ancora senza parola: le donne, gli handicappati, i lavoratori, i rifiuti, la musica, le condizioni delle carceri e… Maroni.
    Credo che ci sia da trovare un nesso conduttore e mi piace pensare che sia una parola:
    la pazienza. La capacità di saper soffrire e sopportare qualcosa che proprio non va.
    E direi che anche per quanto riguarda i monologhi di Saviano, bhè, ci vuole un po’ di pazienza per ascoltarli, ma una volta che ci entri dentro, a mio parere, non ci vorresti più uscire! 😀 Grazie dei link al BHO…BLOG. Un abbraccio forte! Manu

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: